Osservatorio sull’ingegneria culturale

Dottrina, giurisprudenza, Diritto interno e comparato, documentazione su

Diritto e gestione del patrimonio culturale

di Roberto Miccù e Antonio Leo Tarasco

L’idea di un Osservatorio sull’ingegneria culturale nasce dall’assunzione di consapevolezza della insufficienza dei tradizionali parametri di interpretazione dell’ordinamento di settore del patrimonio culturale.

Normalmente letto con le sole lenti del diritto pubblico-amministrativo (e, in particolare, di quello nazionale), l’ordinamento del patrimonio culturale è stato oggetto di analisi giuridiche che hanno trascurato, spesso, presupposti ed effetti economici delle singole disposizioni; analogo limite si riscontra nella giurisprudenza amministrativa e nell’attività di controllo della Corte dei conti, inclini a valutare la sola astratta legittimità delle norme di settore alla stregua delle quali è stata valutata la correttezza formale dell’operato dell’Amministrazione, così trascurando gli impatti sulla gestione, sui suoi risvolti finanziari e sui complessivi equilibri di finanza pubblica. Ne ha risentito la qualità della gestione del patrimonio culturale nazionale e, quindi, anche lo spessore delle proposte de jure condendo, incapaci, talvolta, di sollecitare il dibattito sui temi del diritto dell’economia del patrimonio culturale e le relative proposte normative.

Di qui l’esigenza di valutare simultaneamente profili giuridici ed economici della gestione del patrimonio nazionale, comparandone costi e ricavi finanziari anche in un’ottica di doveroso confronto con gli ordinamenti stranieri dove (come in Francia) l’ingegneria culturale è divenuta nel tempo una cifra ispiratrice del legislatore, dell’azione amministrativa e degli organi di controllo.

È per questo che – unitamente agli studiosi ed esperti della Società italiana per l’ingegneria culturale, nata nell’ottobre 2020 – abbiamo deciso di animare questo Osservatorio, cercando di stimolare il dibattito teorico e formulare proposte operative in ordine alla relazione tra finanza pubblica e l’utilizzo redditivo del patrimonio culturale, come suggerito dagli ideali che hanno ispirato la costituzione della stessa Società nel 2020.

Nel contempo, l’Osservatorio sull’ingegneria culturale si pone in linea di continuità con le finalità e le aree tematiche d’interesse della Rivista AmbienteDiritto.it, da sempre attenta a rinsaldare le relazioni tra uomo e ambiente nel quale non può non considerarsi inserito, a pieno titolo, anche il patrimonio culturale, nonostante le note differenze esistenti – sul piano giuridico – tra ambiente e beni culturali.

Consapevoli della necessità di riflettere criticamente su tutti i momenti precedenti e successivi della produzione normativa, l’Osservatorio intende riflettere ed analizzare criticamente non solo la classica giurisprudenza delle corti, ma altresì la normativa, gli atti di controllo, le decisioni più importanti delle Amministrazioni, anche attraverso una insostituibile opera di comparazione rispetto alle tendenze ricavabili dagli ordinamenti stranieri.

Roma, 14 marzo 2021